e successive modificazioni e integrazioni, rivedendo, nelle materie non riservate alla legge, la normativa pregressa di origine contrattuale;
2. le parti, pur dandosi atto che il presente accordo non può avere il compito di introdurre sistemi di gestione, né dettare norme di organizzazione che rientrano nella sfera di autonoma determinazione di soggetti terzi al processo negoziale (in particolare della Regione e delle Aziende USL), convengono che esso è strumento idoneo a favorire, con gli istituti dell’organizzazione del lavoro e della retribuzione flessibile, il processo di rinnovamento in corso creato, per quanto di interesse, dalla modifica del Titolo V della Costituzione e dalle nuove regole sul federalismo sanitario.
3. la piena realizzazione del processo devolutivo in atto e la completa utilizzazione degli istituti contrattuali richiedono comunque una rapida e complessiva attivazione, da parte della Regione e delle Aziende sanitarie, di quegli strumenti gestionali e organizzativi previsti dal SSR.
4. per l’attuazione del presente Accordo le parti annettono grande importanza strategica a quegli interventi attinenti all’organizzazione distrettuale che, pur non potendo formare oggetto di contrattazione, risultano tuttavia propedeutici per la totale realizzazione giuridico-economica dell’accordo. Anche tenuto conto che, II Piano Sanitario Nazionale 2003-2005, approvato con D.P.R. il 23 maggio 2003, nel testo risultante dall'atto di intesa in sede di Conferenza Unificata Stato - Regioni - Città ed autonomie locali il 15 Aprile 2003, dopo 25 anni dall'entrata in vigore della Legge 833, pone il problema di un ripensamento della organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, individuando il territorio quale punto di forza per la organizzazione della risposta sanitaria e della integrazione socio sanitaria e per il governo dei percorsi assistenziali, a garanzia dei livelli essenziali e della appropriatezza delle prestazioni. In questo quadro, sono ritenuti essenziali, per il processo di aziendalizzazione del S.S.N., e di realizzazione della posizione funzionale del pediatra di famiglia, i seguenti adempimenti organizzativi:
Gli obiettivi convenzionali e della metodologia budgetaria, oltre che della programmazione delle attività di pediatria di famiglia, saranno oggetto di valutazione secondo le modalità individuati negli Accordi Nazionali, Regionali e Aziendali.ALCUNI ELEMENTI DI CONTESTO
Dal 1996 i Piani Sanitari Nazionali (PSN), come il vigente Progetto Obiettivo Materno Infantile 1998-2000, sottolineano con estrema chiarezza la trasformazione delle esigenze di assistenza pediatrica dell’infanzia.
Il vigente PSN 2005-2008 ribadisce alcune anomalie del sistema di cure ed evidenzia anche nel Lazio un eccesso irrazionale di ricoveri pediatrici e accessi al Pronto Soccorso con marcate caratteristiche di inappropriatezza, seppur in misura minore rispetto alle medie nazionali.
Sempre secondo il PSN vigente, le cause sono da ricercarsi in una marcata ipertrofia delle U.O. di Pediatria e, parallelamente, anche in una significativa discontinuità delle Cure Primarie sul Territorio.
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